La memoria della discarica


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La discarica di ex cava fornace, riclassificata come discarica di rifiuti speciali non pericolosi nel 2007 segna profondamente il nostro territorio.
I cittadini temono per la loro salute e per il loro futuro.
Un rapporto ARPAT del 2010 (atto 72669) riportava rischi di alcuni codici specchio aventi classi di pericolosità H13 , H4 ,H8 , codici che cercando tra i “codici CER ” come tipologia di rifiuto riportano presenza di Acidi tra cui Cloridrici, Fosforici, sostanze chimiche da laboratorio, rifiuti con arsenico, mercurio e metalli pesanti.
Nel 2013 sono stati riscontrate partite di rifiuti non opportunamente caratterizzate, mancando i parametri per PCB (policlorobifenili) e diossine: Si tratta di fanghi di dragaggio provenienti dalle operazioni di messa in sicurezza del fosso Fescione, da terre e rocce conferiti da Camp Derby bonificato in quanto inquinato da piombo e antimonio.  Nei piezometri pz5 e pz10 esterni al corpo discarica Arpat ha verificato lo sforamento dei parametri di legge relativi al triclorometano.
Le analisi Arpat Lucca del 2015 hanno riscontrato fibre di amianto areodispersi e pieziometri inquinati, con registri di conferimento tenuti in modo non corretto.
Nel contempo Vogliamo riportare parti di articoli che dovrebbero aiutare i cittadini di Montignoso a ricordare un poco la vicenda attraverso le parole dei suoi protagonisti:
1)  calda e partecipata quella di lunedì sera alla scuola di Cervaiolo. Da una parte l’intera giunta il consiglio, e l’assessore provinciale all’Ambiente Narciso Buffoni; dall’altra i cittadini: almeno 150. Tema dell’assemblea, voluta dal sindaco Federico Binaglia e dall’assessore Buffoni, l’ipotesi – ormai molto concreta – di destinare parte della discarica dell’ex cava Viti all’amianto. Il Tirreno 2007
2) «Il parere dell’ufficio tecnico del Comune di Montignoso sulla riclassificazione della discarica Di Porta sarà favorevole». Lo anticipa il sindaco Federico Binaglia . Il Tirreno 2007
3) «Amianto sì, ma sicuro»: questa la linea dell’amministrazione. Perché, ha sostenuto Buffoni: «impacchettato e interrato, come avviene da anni in Germania. l’amianto non si disperde e non è dannoso all’uomo e alla natura». Il Tirreno 2007
4) Ad aprire la seduta è stato il sindaco Federico Binaglia. Nostro obbiettivo principale è di salvaguardare la salute dei cittadini e impedire rischi che quell’area venga utilizzata in modo sbagliato, ha detto. «Noi garantiamo – ha aggiunto – che quell’area verrà utilizzata principalmente per la marmettola e che sarà sottoposta a un continuo controllo affinché un eventuale conferimento di amianto avvenga in sicurezza e, soprattutto, per impedire il deposito di altri materiali». Il Tirreno 2007
5) «Caro sindaco, il silenzio dell’amministrazione comunale, seguito alla mancata partecipazione di un suo rappresentante alla riunione del forum di Agenda XXI, rispetto alle gravi e inaccettabili dichiarazioni dell’assessore provinciale all’ambiente, Narciso Buffoni, ci preoccupa seriamente e comincia ad insinuare dubbi sulla concreta volontà della sua maggioranza di evitare la riclassificazione della discarica di ex cava Fornace». Il Tirreno 2007
6) Amianto sì, ma al massimo al 30%: la discarica dell’ex cava Viti dovrà essere utilizzata prevalentemente per la marmettola, perchè è per questo che è stata concepita. Così, con questa posizione, il sindaco Federico Binaglia “detta la linea” dell’amministrazione montignosina sullo spinoso caso della “Fornace”. Tirreno 2007
7) «Il Comune deve sospendere qualsiasi rapporto con la Progetto Ambiente, almeno per il periodo dell’inchiesta pubblica». Duro attacco di Legambiente all’amministrazione comunale di Montignoso, guidata da Federico Binaglia: «Basta sponsorizzazioni dall’azienda che gestisce una discarica contestata». La Cava Fornace (ex Cava Viti) «è oggetto di un progetto di riclassificazione criticato da comitati di cittadini, dal mondo ambientalista e da alcune forze politiche. Ci sembra molto grave – scrive Paolo Panni – che si accettino sponsorizzazioni per iniziative che vedono coinvolto il Comune. Tutto ciò ci lascia, come ambientalisti e come cittadini, la brutta sensazione che prima della sicurezza del territorio, del bene pubblico, della salute dei cittadini vengano gli interessi». Il Tirreno 2009
8) «Dobbiamo alzare la guardia dei controlli per i rifiuti, nuovi e vecchi, conferiti nella discarica ex cava Fornace». Lo sostiene Marco Coli, consigliere della lista civica Montignoso nel Cuore che ribadisce la sua contrarietà all’ampliamento dei codici di conferimento dei rifiuti nella ex Fornace e sulla discussione in materia avvenuta giorni fa in consiglio dice: «Nessun consigliere ha contestato l’amministrazione sulla introduzione di due nuove tipologie di materiali autorizzati ad essere portati nella discarica»Il Tirreno 2011
Le parole e i pensieri dei molti amministratori e politici che hanno governato Montignoso e si apprestano a partecipare alla nuova tornata elettorale non sono sempre coerenti. I loro comportamenti hanno contribuito a quello che oggi è la discarica di Montignoso, una discarica che ad ogni controllo e verifica Arpat evidenzia irregolarità puntualmente segnalate alle autorità giudiziarie. Le parole di chiusura , controllo, opposizione che oggi le stesse persone e gli schieramenti utilizzano ci sembrano una mera trovata elettorale che dopo al 5 giugno finiranno in una bolla di sapone.
Il movimento 5 stelle, a fianco dei cittadini, da sempre ha tenuto alta l’attenzione sulla discarica. Dal 2011 i portavoce del M5S, Bondielli prima e Lenzetti poi in consiglio comunale e in tutte le sedi hanno chiesto che l’attività di discarica fosse costantemente monitorata, hanno informato puntualmente delle verifiche ARPAT e di quanto stava accadendo attorno alla vicenda discarica.
La senatrice Bottici ha presentato un atto di sindacato ispettivo in Senato per verificare se l’iter di riclassificazione della discarica è stato conforme ai dettami di legge; in consiglio Regionale i nostri consiglieri hanno presentato una interrogazione sull’argomento e presto anche al Parlamento Europeo si parlerà di questa discarica.
La serietà e la coerenza caratterizzano il M5S: non prendiamo impegni che sappiamo di non poter sostenere solo per avere dei voti. Non diciamo parole a cui non crediamo, non vendiamo sogni irrealizzabile e non promettiamo a qualcuno a danno di tutti.
La coerenza e la serietà del M5S sta nel rifiutare l’invito del gestore ad un incontro in discarica tra i candidati sindaci e i cittadini.
La discarica non è un luogo di incontri, non è uno spazio pubblico.
Nello specifico è un luogo dove vengono stoccati rifiuti e dove Arpat riscontra problemi. I cittadini possono ascoltare i dibattiti nelle piazze o in streaming, non importa il luogo, ma il contenuto e la serietà di chi parla.

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