un si contro le trivelle


trivelle

Il 17 aprile saremo chiamati al referendum sulle trivelle.

Il M5S chiaramente appoggia il SI, per fermare le trivellazioni e mettere fine alla ricerca e all’estrazione di petrolio e gas nei mari italiani, almeno entro il limite di 12 miglia nautiche che definisce le acque territoriali.

Lo sfondo rimane la politica energetica del paese, gli impegni assunti dall’Italia per limitare le emissioni di gas di serra che alterano il clima, la sua politica industriale.

Bisogna scegliere se puntare sui pochi giacimenti di gas e di petrolio italiani, o piuttosto su altre risorse – turismo, agricoltura, beni culturali, protezione ambientale.

Le riserve certe nei nostri fondali marini ammontano, secondo le valutazioni del ministero dello sviluppo economico, a 7,6 milioni di tonnellate di petrolio,: stando ai consumi attuali, coprirebbero il fabbisogno nazionale per sole sette settimane e sommando le riserve su terraferma si arriverebbe a 13 mesi.

Più consistenti quelle di gas che arrivano a meno di 54 milioni di metri cubi.

Gli effetti dell’estrazione invece sono perenni, cambiando volto alle coste, alterando l’ambiente marino circostante.

Inoltre c’è il rischio di “subsidenza”, estrarre il gas provoca un forte rischio che i fondali sprofondino.

l’impatto su una delle industrie principali del paese , il turismo, che occupa tre milioni di persone e produce il 10 per cento del PIL nazionale e’ e sarà sempre di piu’ pesante

Il centro sinistra che sbandiera sensibilità ambientali e sociali si ferma puntualmente di fronte ai referendum, spaccandosi per biechi interessi di bottega o poltrona.

Il PD nega gli eventi e sempre invita piu’ o meno palesemente all’astensione, per evitare il quorum.

Ancora piu’ sporca e’ la posizione di SEL e del resto della sinistra, che si fanno promotori di valori elevati, ma poi ovunque governano con il padrone PD, scodinzolando senza dignita’. di fronte al risultato del referendum sull’acqua quando 27 milioni di italiani hanno votato a favore dell’acqua pubblica, contro la privatizzazione dei servizi idrici, il PD e i suoi accoliti ignorano la volontà popolare, e puntano alla pivatizzazione, non per calmierare i costi, che invece lievitano sulle bollette, ma per favorire un potente sistema amicale.

A Montignoso Petracci (SEL) e Gabrielli (PRC) hanno appoggiato Buffoni nell’adesione all’ATO Costa rifiuti, che sfocera’ nella costituzione di Reti Ambienti, societa’ mista pubblico Privato per la gestione dei rifiuti per i prossimi 20 anni.

Quella decisione e’ stata promossa anche dagli amici della destra e lega, che mai mordono la mano del padrone: nessun interesse pubblico viene tutelato. Si urla solo di fronte al diverso senza proposte serie.

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