Discarica e regione Toscana (inviato alla stampa il 01.02.2016)


Festa Toscana On-air046La commissione consiliare di controllo sulla discarica di ex su cava Fornace, con estremo ritardo ha analizzato il rapporto ambientale di controllo sulle attività di discarica fatto da Arpat Lucca.

I risultati di tali controlli, come da noi già evidenziato, preoccupano ora anche i membri della commissione, forse perché ci stiamo avvicinando alle elezioni amministrative.

L’intenzione della commissione sarebbe quella di produrre una lettera indirizzata al sindaco chiedendo di verificare se gli sforamenti di cloruri e sodio possano derivare da perdite del fondo della discarica e chiede anche che venga ampliata la rete di monitoraggio sulle acque anche con analisi sui pozzi esterni alla discarica.

Tutto questo è chiaramente condivisibile dal M5S, che ritiene comunque che la richiesta da farsi sia quella di procedere ad una variante all’AIA nella quale vengano inseriti almeno 2 controlli annui sull’attività di gestione di discarica; che gli stessi ricomprendano anche le analisi sui sedimenti e sulle acque superficiali dei fossi limitrofi alla discarica e sull’intero lago di Porta.

La variante deve includere anche il posizionamento di una centralina di monitoraggio permanente per il rilevamento delle fibre di amianto aerodisperso e delle polveri sottili.

E’ necessario che sia fatta anche chiarezza con l’adozione di una univoca unità di misura dei rifiuti conferimenti e che sia previsto un sistema puntuale di misurazione delle quote di coltivazione dei diversi lotti presenti in discarica.

Alla luce del fatto che le competenze anche relative ai futuri ampliamenti di codici o riclassificazioni della discarica dipendono dalla sola Regione Toscana, presso la quale il M5S ha già presentato una interpellanza che evidenzia le criticità del sito e della gestione, sarebbe opportuno che le forze politiche presenti in commissione e che vogliono firmare la lettera si attivassero presso i loro rappresentanti in regione per far si di evitare che la discarica diventi un problema ancora piu’ impattante su di un territorio fragile come il nostro.

Noi chiediamo che quella discarica venga chiusa, visto che non da alcuna garanzia ne’ sulla gestione, dati i risultati delle analisi, ne’ sulla legalità, visto che nonostante i cambi di vertice societari la Programma Ambiente Apuane è ancora senza certificato antimafia, interdetta dal dicembre 2014.

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