Partecipazione controllata


campo

La campagna elettorale a Montignoso è iniziata, il piano strutturale che giace il letargo da oltre 4 anni , sembra che timidamente voglia prendere luce.

Il nuovo piano strutturale nasce dalla revoca ,fatta con uno dei primi atti della giunta Buffoni ,della delibera n.29 del 31.03.2010 di adozione della variante generale al Regolamento Urbanistico e contestuale variante di minima entita’ al piano Strutturale voluta dalla giunta Binaglia, fatta sempre in prossimità delle elezioni amministrative e costata ai cittadini circa 80.000 euro.

Nel 2011 Buffoni promise un nuovo piano strutturale a costo zero sfruttando le risorse interne del comune ad oggi sappiamo che per studi e consulenze, affidate ad esterni ,sono stati spesi ed impegnati circa 65.000 euro.

Nonostante le nostre ripetute richieste, non sono mai state convocate commissioni urbanistiche o dell’assetto del territorio, che avessero per tema questo importante atto,anche l’assessore all’urbanistica non ha mai risposto in modo trasparente e franco sull’iter intrapreso.

La regione oltre ad avere approvato il pit ,che pone molte salvaguardie sulle ultime aree verdi ,ha redatto uno studio sulla portata del fiume Versilia che evidenzia una forte criticità per nostro territorio sotto il profilo idraulico, incidendo sulle nuove mappe che individueranno la pericolosità idraulica e che di fatto paralizzeranno buona parte del territorio comunale.

A nostro avviso tutto questo dimostra il palese fallimento di questo modo di far politica ,che lascia sulle spalle dei cittadini solo le spese per le consulenze necessarie per provvedimenti che poi puntualmente non vedono la luce.

Provvedimenti, non dettati dalla salvaguardia del territorio o dalla volontà politica di creare sviluppo sostenibile, ma da interessi di bottega e da logiche speculative.

Il MoVimento 5 stelle in conformità al suo programma, auspica che, l’eventuale variante al piano Strutturale, nasca da un un serio e vero percorso partecipato dalla cittadinanza e dalle realtà economico sociali , tramite assemblee pubbliche anche deliberative e non con finti tavoli inutili e servizievoli, percorso che fino ad oggi è totalmente mancato anche in sede istituzionale.


A nostro avviso l’eventuale variante deve avere come punto prioritario lo
“Stop al Consumo di Territorio” quindi la tutela dei terreni non ancora edificati cercando di indirizzare la politica urbanistica ad un recupero delle volumetrie esistenti, con particolare attenzione al recupero di stabili da adibire ad alloggi popolari, consentendo l’edificazione solo su aree da riqualificare e non su aree verdi, agricole o poco densamente abitate.


Siamo per il superamento della logica dei comparti che ha favorito i soli costruttori e per consentire eslcusivamente ai residenti microespansioni abitative subordinate a reali esigenze.

Richiederemo una riqualificazione delle aree verdi disponibili e l’individuazione di nuovi spazi per la socializzazione di giovani e anziani.


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