vendesi autocamionabile


cisaCon la scusa della legge Cottarelli, che invita le amministrazioni a razionalizzare ed eventualmente dismettere quote di società che non siano strettamente necessarie per il conseguimento delle proprie finalità istituzionali, il comune di Montignoso, in cordata con la provincia di Massa-Carrara a guida del solito Buffoni, ha approvato la dismissione delle quote in suo possesso dell’autocamionabile della Cisa, visto l’interesse e l’appetito su questo nodo strategico da parte di Salt.

A nostro avviso il disfarsi del proprio patrimonio, sui servizi strategici e che tra l’altro segnalano bilanci in attivo è irrazionale e irragionevole per una qualsiasi amministrazione, e diventa immorale se queste scelte sono fatte da un’amministrazione che si definisce di centro sinistra.
Non si dovrebbe cedere MAI al privato beni e servizi di interesse collettivo.

Il M5S ha votato, nel consiglio comunale del 31 marzo 2015, contro la dismissione del pacchetto seppur minimo di quote (40480 quote) di una infrastruttura così delicata per il nostro territorio, che dovrebbe fare del turismo e dell’accoglienza uno dei punti cardine del suo tessuto economico.

Ma se non possiamo avere alcun peso politico in seno al consiglio d’amministrazione di questa società perdiamo il riferimento sulle vicende di una strada di così vitale importanza, diventando spettatori passivi di quello che altri decideranno.

Inoltre l’Autocamionabile della Cisa ha reso negli ultimi 6 anni, solo al Comune di Montignoso, oltre 27.000 euro, in media 4.500 euro l’anno. Considerando il valore nominale delle quote rende oltre il 10%.

Come si può giustificare la vendita di un bene che rende così tanto?

Se foste amministratori minimamente illuminati dovreste, invece che spendere in consulenze inutili, investire quei soldi in questa società.
Inoltre ci avevate chiesto di prendere atto di un valore di asta stabilito tra 2,2 e 2,6 euro ad azione non fornendo ai consiglieri comunali fornito alcun documento a supporto di questa determinazione. Oggi scopriamo, ovviamente, che il prezzo stabilito su perizie non visionate, é fissato sulla forbice minima. Ovviamente.

Non c’è stata visione dello studio commissionato dalla provincia allo studio Casani e associati (pagato oltre 8000 euro).

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