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BlackListLa notizia che la prefettura di Massa ha adottato una “informativa antimafia interdittiva” nei confronti della ditta Programma Ambiente Apuane, impone una seria ed ampia riflessione sull’affidabilità del gestore.
La ditta si era aggiudicata lo ““smaltimento di rifiuti speciali pericolosi costituiti da lastre o materiale di coibentazione contenente amianto” per conto della Regione Emilia Romagna che deve sostenere l’emergenza derivante dal terremoto, da conferire nella discarica di Montignoso.
Il 23 dicembre 2014 la Prefettura di Massa comunica alla regione Emilia Romagna che il 22 dicembre è stata adottata una informativa antimafia interdittiva nel confronti della ditta Programma Ambiente Apuane.
Nella stessa comunicazione la Prefettura «ai sensi del Codice Antimafia ha disposto di recedere dai contratti stipulati nei confronti dei soggetti interdetti».
La Regione Emilia provvede, visto che secondo la legge «il recesso del contratto si applica anche quando gli elementi relativi a tentativi di infiltrazione mafiosa siano accertati successivamente alla stipula del contratto».
A questo punto Programma Ambiente Apuane ha perso il requisito più importante per la gestione dei rifiuti, e non dovrebbe continuare la coltivazione della discarica di ex cava fornace. E’ giunto il momento di ripensare a questa scelta scellerata sulla quale pende anche un ricorso al Consiglio di Stato. Una discarica sopra un lago è una delle scelte peggiori che si possa mai fare.
E’ sempre notizia di questi giorni la volontà di avviare, con fondi regionali, nei comuni di Forte dei Marmi e Pietrasanta un percorso partecipativo con la cittadinanza per illustrare il progetto presentato sempre da Programma Ambiente Apuane tramite di altra ditta per la realizzazione di un impianto di depurazione del percolato di discarica. Chiederemo al comune di Montignoso di partecipare a questo percorso organizzando incontri sul tema con i suoi cittadini, anche se di fatto questo progetto per un impianto di depurazione è un ampliamento dell’attività di discarica e dovrebbe quindi essere rilasciata una nuova valutazione d’impatto ambientale e una valutazione d’incidenza.
Di certo a chiusura di questa discarica, che ci auguriamo sia imminente, servirà un impianto di depurazione a garanzia e salvaguardia delle falde acquifere, che già le verifiche di Arpat hanno trovato contaminate.

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