diritto alla salute per tutti


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Il M5S di Montignoso ha deciso di sostenere la campagna, lanciata l’8 maggio scorso dal Coordinamento Toscano per il Diritto alla Salute, sull’illegittimità dei ticket sanitari per la difesa e la riaffermazione del diritto alla salute per tutti.
Di seguito trovate il comunicato stampa dell’avvio della campagna e gli appelli a operatori sanitari e utenti.

Maggiori informazioni si possono trovare consultando la pagina face book: Coordinamento toscano per il diritto alla salute. https://www.facebook.com/cootos.dirsal 

Comunicato stampa, 8 maggio 2014.
Parte la campagna di informazione e mobilitazione sull’illegittimità dei ticket sanitari
Le politiche di austerità imposte dall’Unione Europea attraverso i governi nazionali stanno portando a dismettere ogni sistema pubblico di protezione sociale: sanità, scuola, trasporti, pensioni, ammortizzatori sociali.
In Toscana, la Giunta Regionale di Enrico Rossi per contenere la spesa pubblica, sta attuando una riorganizzazione che incide pesantemente sui diritti dei lavoratori e sul diritto alla prevenzione e alla cura.
La riduzione dei posti letto, il ridimensionamento e lo smantellamento dei grandi e piccoli ospedali, dei distretti sanitari, dei consultori e delle centrali operative 118, gli accorpamenti delle unità operative ospedaliere, i tagli ai servizi in appalto (pulizie, servizi del territorio), insieme all’aumento dei ticket, stanno spingendo sempre più verso il ricorso all’assistenza sanitaria integrativa e privata per chi se lo può permettere o costringendo tanti a rinunciare alla cura e alla prevenzione delle malattie: l’attacco al diritto alla salute (tutelato dall’Art. 32 della Costituzione) va infatti di pari passo con l’accentuarsi della crisi, la crescita della disoccupazione e delle difficoltà salariali, l’immiserimento di fasce sempre più ampie della popolazione per le quali la spesa per la salute è diventata un lusso che non ci si può permettere.
Da anni ormai i governi nazionali e regionali si trastullano nel deficit della spesa sanitaria e della necessità che i cittadini partecipino alla spesa sanitaria attraverso i ticket: ma i cittadini hanno già partecipato con il prelievo fiscale direttamente nelle buste paga! Non si arriverà mai al pareggio finché la politica consentirà l’evasione, la corruzione, la gestione affaristica della sanità; finché sarà impegnata a difendere i grandi interessi di assicurazioni e banche, finché farà scelte che non tutelano la salute ma la mettono in pericolo: come per gli inceneritori, gli impianti a biomasse, la geotermia, la cementificazione e la incuria del territorio, le industrie inquinanti, l’inquinamento delle città.
Per queste ragioni il Coordinamento Toscano per il diritto alla salute lancia una campagna di informazione e mobilitazione sull’illegittimità dei ticket sanitari mirata alla difesa e alla riaffermazione del diritto alla salute per tutti! basato sul principio di universalità, uguaglianza e solidarietà in applicazione dell’articolo 32 della Costituzione.
Già nei prossimi giorni in ogni città toscana sarà avviata una petizione popolare come primo passo per costruire insieme una mobilitazione generale, una lotta di tutti coloro che chiedono a gran voce l’eliminazione dei ticket, l’accesso gratuito ai protocolli di prevenzione, agli esami radiologici, di laboratorio, alle visite specialistiche e l’abolizione dell’odioso balzello (fiore all’occhiello della Toscana!) di 10 € per la digitalizzazione delle procedure di diagnostica per immagini. Verrà inoltre diffuso tra gli operatori sanitari un appello da sottoscrivere ribadendo che Il principale dovere di medici, infermieri e di tutti gli operatori della sanità è operare per la salute e il benessere dell’Uomo e non quello di far quadrare i bilanci o produrre profitti come imposto da Aziende Sanitarie Locali, Regione e Governo Centrale!

APPELLO AGLI UTENTI
LA SALUTE NON È UN BENE DISPONIBILE PER IL PROFITTO
Le politiche di austerità imposte dall’Unione Europea attraverso i governi nazionali stanno portando a dismettere ogni sistema pubblico di protezione sociale: sanità, scuola, trasporti, pensioni, ammortizzatori sociali.
In Italia, come negli altri paesi europei, i costi della sanità sono nel mirino dei provvedimenti di tutti i governi, e si sta programmando di portare la spesa sanitaria dal 7% del PIL (una delle più basse in Europa) al 6% entro il 2017, mentre si spostano enormi risorse economiche pubbliche verso opere inutili e dannose che rischiano di produrre nuova malattia.
In Toscana, la Giunta Regionale di Enrico Rossi per contenere la spesa pubblica, sta attuando una riorganizzazione che incide pesantemente sui diritti dei lavoratori della sanità e sul diritto alla prevenzione e alla cura.
La riduzione dei posti letto, i ridimensionamenti dei piccoli ospedali, i tagli e gli accorpamenti di distretti, consultori, 118, i tagli dei servizi in appalto (pulizie, servizi del territorio), insieme all’aumento dei ticket, stanno spingendo sempre più verso il ricorso all’assistenza sanitaria integrativa e privata per chi se lo può permettere o costringendo tanti a rinunciare alla cura (si parla di oltre 9 milioni di italiani!): l’attacco al diritto alla salute (tutelato dall’Art. 32 della Costituzione) va infatti di pari passo con l’accentuarsi della crisi, la crescita della disoccupazione e delle difficoltà salariali, l’immiserimento di fasce sempre più ampie della popolazione per le quali la spesa per la salute è diventata un lusso che non ci si può permettere. I ticket sanitari distruggono la sanità pubblica

RICEVERE ASSISTENZA SANITARIA, GRATUITA E DI QUALITÀ È UN NOSTRO DIRITTO, GARANTIRCELA È UN DOVERE ISTITUZIONALE E MORALE DEI GOVERNI
Da anni ormai i governi nazionali e regionali si trastullano nel deficit della spesa sanitaria e della necessità che i cittadini partecipino alla spesa sanitaria attraverso i ticket: ma i cittadini hanno già partecipato con il prelievo fiscale direttamente nelle buste paga! Non si arriverà mai al pareggio finché la politica consentirà l’evasione, la corruzione, la gestione affaristica della sanità; finché sarà impegnata a difendere i grandi interessi di assicurazioni e banche, finché farà scelte che non tutelano la salute ma la mettono in pericolo: come per gli inceneritori, gli impianti a biomasse, la geotermia, la cementificazione e la incuria del territorio, le industrie inquinanti, l’inquinamento delle città.
È necessario lottare, oltre che per l’eliminazione delle cause che portano a malattie e morte, anche per l’eliminazione dei ticket e l’accesso gratuito ai protocolli di prevenzione, agli esami radiologici, di laboratorio, alle visite specialistiche e per l’abolizione dell’odioso balzello (fiore all’occhiello della Toscana!) di 10 € per la digitalizzazione di radiografie ecc.

NO AL PAGAMENTO DEI TICKET SANITARI. SI ALLA SANITÀ GRATUITA PER TUTTI.

APPELLO AGLI OPERATORI SANITARI
Il principale dovere di medici, infermieri e operatori della sanità è quello di operare per la salute e il benessere dell’Uomo e non quello di far quadrare i bilanci o produrre profitti!
Il Coordinamento Toscano per il Diritto alla Salute invita medici, infermieri e operatori a sottoscrivere il seguente appello con l’obiettivo di dar vita ad una campagna di opinione mirata alla difesa e alla riaffermazione del diritto alla salute basato sul principio di universalità, uguaglianza e solidarietà in applicazione dell’articolo 32 della Costituzione:La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.
Un medico, un infermiere non può rifiutarsi di eseguire una prestazione solo perché chi si presenta non ha al momento le risorse economiche necessarie!
Un medico, un infermiere o un operatore dovrebbe essere messo prima di tutto nelle condizioni di fare il proprio lavoro, che è quello di prestare cure mediche e assistenza, non quello di riscuotere tasse e balzelli! Ma è questo quello che oggi viene imposto!
Esiste un’etica professionale che vi guida ovunque operiate. È inaccettabile che chi ha scelto di divenire medico, infermiere o operatore sanitario sia obbligato, per evitare ritorsioni sul posto di lavoro, a sottostare alle leggi, leggine, delibere e quant’altro, stipulate con l’unico obbiettivo di fare cassa e risanare “buchi” nei bilanci causati da chi non agisce nell’interesse collettivo, ma che agisce in modo criminale per il proprio interesse personale.
In una fase di crisi come quella attuale, condizionare la prestazione sanitaria al pagamento di una tassa (senza possibilità di dilazionare il pagamento, come avviene per una qualsiasi bolletta) rappresenta una grave scelta: questo significa che oggi, chi (anche avendo un lavoro) non arriva a fine mese con il proprio stipendio non potrà accedere a prestazioni sanitarie che potrebbero salvargli la vita o prevenire la diffusione di malattie pericolose per tutta la collettività.
Nel febbraio 2013 il caso dell’Infermiere Marco Lenzoni della ASL di Massa-Carrara ha avuto molta risonanza nei mezzi di informazione: effettuò ugualmente le analisi ad una donna che si presentò al distretto sanitario per degli esami ematici, ma che venne respinta perché impossibilitata a pagarli all’istante. Fu una notizia che fece il giro di tutta Italia creando un sostegno e una mobilitazione tale che anche la Dirigente Asl Maria Teresa De Lauretis, che dapprima aveva predisposto un richiamo per l’infermiere, dovette sottostare alla situazione che si era venuta a creare. Questo dimostra che le intimidazioni e le ritorsioni con cui vengono minacciati i lavoratori, risultano vane se ci uniamo per portare avanti questa battaglia!
Tutti noi riteniamo che il comportamento di questo infermiere (come quello di tanti altri, che però rimangono nell’ombra) sia quello giusto da tenere a fronte di una legge ingiusta e anticostituzionale!
Dal Codice di Dentologia Medica: Articolo 3 – Doveri del MedicoDovere del medico è la tutela della vita, della salute fisica e psichica dell’Uomo e il sollievo dalla sofferenza nel rispetto della libertà e della dignità della persona umana, senza distinzioni di età, di sesso, di etnia, di religione, di nazionalità, di condizione sociale, di ideologia,in tempo di pace e in tempo di guerra, quali che siano le condizioni istituzionali o sociali nelle quali opera. La salute è intesa nell’accezione più ampia del termine, come condizione cioè di benessere fisico e psichico della persona.
Dal Codice Deontologico dell’Infermiere: Articolo 4 – L’infermiere presta assistenza secondo principi di equità e giustizia, tenendo conto dei valori etici, religiosi e culturali, nonché del genere e delle condizioni sociali della persona.

LA SALUTE È UN DIRITTO, NON UNA MERCE!
Coordinamento Toscano per il Diritto alla Salute

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