Proteggiamo l’acqua


impronta acqua

La commissione consigliare sulla discarica di ex cava Fornace, si è espressa all’unanimità dei presenti (Lenzetti P, Cella A, Quiriconi F, Petracci E, Vietina D e Vietina B segretaria) contrariamente alla proposta, della ditta Programma Ambiente Apuane, di realizzare un’impianto di trattamento del percolato prodotto dalla discarica, impianto che prevedeva poi di sversare i reflui nelle acque superficiali della Fossa Fiorentina.
Mancava L’assessore all’ambiente Gabrielli poco attento a questi temi e l’assessore al bilancio Gianfranceschi oltre al consigliere Coli che più che di minoranza è di non presenza cronica.
Si è riconosciuto, che tale opera risulti fortemente impattante e pericolosa per le aree umide protette circostanti, oltre che per la falda superficiale e profonda, acque che alimentano gli acquedotti locali.
Si è discusso anche sulla possibilità, sempre avanzata dai gestori dell’impianto, di immettere il percolato direttamente in fognatura.
Durante la discussione è emerso che i notevoli costi di realizzazione di quel tratto di fognatura ricadranno sui cittadini con aumenti della bolletta sul bene primario acqua.
É emersa anche una grossa criticità tecnica, relativa alla portata del nostro sistema di fognatura e depurazione generale che non può permettersi ulteriori grosse immissioni.
Su queste acque, da considerarsi scarico industriale, rimane poi il nostro forte dubbio di compatibilità con uno scarico civile.
Le competenti Provincia di Massa-Carrara e Lucca dovrebbero a nostro parere bloccare questo assurdo progetto e comunque sottoporlo a Valutazione d’Impatto Ambientale.
Si tratterebbe di fatto di un’ampliamento ,con aumento di criticità ambientale e paesaggistica ,di un’attività al alto rischio, già rilasciata a ridosso dell’area umida protetta del lago di porta.
Dopo quanto Arpat ha rilevato, riguardo la non conformità di alcuni rifiuti conferiti in discarica e la contaminazione di alcuni pozzi da triclorometano, torniamo a chiedere controlli sulle acque superficiali e sui sedimenti dei corsi d’acqua che alimentano l’oasi naturale del lago di Porta.
A fronte della evidente particolarità e pregio del sito, dei potenziali rischi per l’ambiente e le persone, che sempre di più emergono, sarebbe opportuno chiudere definitivamente la discarica di ex cava Fornace.

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