Il carchio ferito


Carchio05
Più volte L’assessore Gabrielli ci ha donato sogni, trasformando con le sue parole Montignoso in una piccola Eldorado.
Ha descritto il lago di porta come punto di attrazione turistica dimenticandosi una delle più grandi discariche di rifiuti in Italia posta lì vicino.
Oggi ci narra di una fantastica scuola di scultura sul monte Carchio.
Saremmo favorevoli se non fosse evidente la sua irrealizzabilità che comporterebbe risorse economiche che non abbiamo .
Enormi sarebbero i costi per la sola realizzazione di una strada sicura e accessibile ai mezzi pesanti che dal Pasquilio porti fino a Carchio.
Anche la situazione della provinciale è ancora molto critica, con la frana attiva di Corsanico e con evidenti altre criticità idrogeologiche su tutto il tratto.
Si parla di una somma da determinare che forse potrà essere data dalla Fondazione Telecom. In parte da Campolonghi e poi Bruxelles .
Il tutto in quadro non chiaro e alquanto confuso dal punto di vista finanziario, per determinare una effettiva fattibilità di un progetto sicuramente milionario, che chiediamo ci venga sottoposto nelle sedi istituzionali.
A Montignoso abbiamo già visto progetti “meravigliosi”, tipo la cittadella dello sport oggi incompiuta.
Le casse del comune ormai sono agli sgoccioli, e non abbiamo più possibilità di accedere al sostegno della Cassa Depositi e prestiti.
La corte dei conti proprio in questi giorni ha bacchettato l’amministrazione sull’indebitamento del comune, cosa da noi già più volte segnalata.
Ci risulta che in quel sito ci siano antenne poste abusivamente e che anche in presenza di opportuna sentenza nessuna abbiamo provveduto a farle rimuovere.
Il nostro territorio assiste ormai da decenni ad imprenditori predoni .
Le nostre montagne, uniche al mondo ,sono continuamente violate in nome del denaro, con quasi più nessuna ricaduta diffusa sulla nostra economia locale.
Sicuramente le cave di Carchio, che rappresentano per Montignoso un passato lapideo importante, da decenni abbandonate al degrado devono trovare una riqualificazione. Potrebbero diventare un museo sia sull’escavazione e come monito sui suoi evidenti danni ambientali,ed usato come teatro naturale, per eventi culturali, con costi decisamente più contenuti. Era già stato presentato un progetto in tal senso.
Gabrielli dovrebbe comunque chiarire come assessore all’ambiente e esponente di rifondazione ( ancora?) come concilia il suo sostegno alle attività estrattive nel parco delle Alpi Apuane con i danni che queste producono, danni irrecuperabili, eterni dal punto di vista ambientale.
A nostro avviso le posizioni sostenute da Gabrielli sono incoerenti tra loro.
Le cave sono beni comuni, e non proprietà dei concessionari, che operano inique compensazioni.
In passato i nostri territori hanno accettato il furto in nome del lavoro.
Oggi, dove fanno da padroni il carbonato di calcio e i blocchi, dove il lavoro necessario è poco, perchè dobbiamo ancora subire il depauperamento delle nostre montagne? Perchè arricchire multinazionali e pochi predatori avari e rapaci?

 

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