Principesse e rospi


rospo

Durante l’ultimo consiglio comunale abbiamo assistito all’ennesima genuflessione da parte della politica montignosina di fronte ai potenti.
È stata adottata dalla maggioranza con l’assenza ormai senza giustificazioni, se non il dissenso, da parte dell’assessore Bertocchi e del consigliere Giunta, la variante al Regolamento Urbanistico circa il recupero del patrimonio edilizio esistente finalizzato all’incremento di volumi in zona Asip al Cinquale.
In quella zona sussistono gravi criticità idrauliche con rischio molto elevato di esondazione, con studi che portano dati notevolmente diversi tra loro sulla portata del Fescione, che ricordiamo in parte tombato.
Non risulta depositato presso il genio civile entro i termini previsti lo studio idraulico supplementare richiesto, relativo proprio alla rischiosità del Fescione.
La variante comporterà un aumento del piano tariffario dell’acqua per tutti i cittadini in quanto l’Autorità Idrica Toscana ha già fatto presente che l’aumento di volume renderà necessario opere di adduzione e di smaltimento delle acque, con costi ripartiti quindi su tutta la collettività.
A fronte di una variante palesemente ad personam, per tutte le criticità che il lembo di territorio interessato mostra, il comune avrà, oltre quanto previsto come oneri di urbanizzazione, una sorta di compenso che si concretizza in 300mila euro, ovvero il 50% di quanto messo nelle opere triennali 2014-2016 come spesa per il patrimonio scolastico. La legge dice che  gli extraoneri non possono essere percepiti in quanto forzature evidenti.
Questo compenso con tutta la procedura è stato ritenuto illegittimo anche dall’avvocato presente come consulente esterno nella commissione urbanistica.
Stiamo valutando il ricorso nelle sedi opportune.
Sono piegati di fronte ad una fantomatica principessa araba, che conosceremo forse al momento della convenzione, visto che nessuno osa pronunciare il suo nome a Montignoso.
I soldi per le scuole possono essere trovati in altro modo e ci meravigliamo della miopia politica che anima questi incompetenti che 9 mesi fa hanno estinto anticipatamente il mutuo acceso per la scuola di Renella, pagando anche le penali allo stato.
Con la stessa leggerezza hanno concesso uno sconto di 80mila euro annui sulle royalties che la discarica deve al comune.
Sempre loro non hanno ancora riscosso il dovuto, circa 100mila euro, per le insegne pubblicitarie (forse aspettano la prescrizione).
Politici immobili di fronte al credito vantato dai gestori del Porto Canale, 280mila euro che nessuno reclama.
Sommando il tutto superiamo quanto richiesto alla potente araba, soldi trovati in modo lecito seguendo le regole.

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