Il tempio


tempio

Il nostro intervento sul tema forno crematorio nel consiglio comunale del 30 aprile.
Riteniamo il referendum strumento primario di partecipazione diretta.
Quello consultivo è a nostro avviso comunque limitativo della volontà popolare soprattutto nel caso specifico, in quando l’opera pur non presente nel programma del centrosinistra del 2011 ne nelle linee programmatiche della giunta Buffoni, è già stata inserita dall’amministrazione tra le opere triennali approvate.
Nel merito, il quesito così come formulato è a nostro avviso poco puntuale, superficiale e forviante.
Nelle opere triennali si fa riferimento alla realizzazione dell’impianto all’interno del cimitero di San Vito, al centro del paese, in una delle frazioni più densamente abitate.
L’investimento iniziale era previsto in euro 1.200.000 comprensivo sia delle opere edili che dell’impianto di cremazione.
Riteniamo che il luogo dove il comune intenda porre il forno debba essere oggetto chiaro del testo da sottoporre ai cittadini, come del resto la tipologia di impianto e i suoi sistemi di depurazione dei fumi, visto che tali impianti risultano classificati insalubri di prima classe.
Ci sembra che in tutta la Toscana, nonostante il Pit dica che gli impianti esistenti siano decisamente sufficienti, sia partita la corsa a chi realizza prima il suo bel forno crematorio.
In zona, anche Carrara con Zubbani s i sta preparando ad avere un impianto di cremazione e pare che l’iter sia già ben avviato, tanto che è stato oggetto di discussione nell’ultima commissione comunale sulla sanità
A Massa esiste già il forno, provvisoriamente fermo per manutenzione e con la nota criticità della mancanza di celle frigorifere.
Sinceramente crediamo che quanto detto dalla Gabrielli ,sulle carenze dell’impianto di Mirteto,sia strumentale alla voglia del suo compare Buffoni di realizzare un tempio della cremazione a Montignoso.
Anche la Martina Nardi ,da vicesindaco di Massa, da noi interpellata nel 2012 al fine di perfezionare la convezione per l’uso dell’impianto di Mirteto anche ai cittadini di Montignoso, nonostante le rassicurazioni date al tempo ,non ha mosso un dito.
Nonostante l’evidente l’empatia politica tra le amministrazioni di Massa, Montignoso e Carrara, stranamente o volutamente, non si riesce a trovare una quadra per avere un’unico impianto efficiente a servizio dei Comuni di Costa.
È davvero un’esigenza dei territori o un business che premia qualcuno o i soliti noti?
Siamo sempre più affascinati dai project financing vicini alle amministrazioni toscane, vedi gli ospedali unici nati come funghi, voluti dall’alto, e adesso corredati di esposti ed inchieste.
La gestione, di questi progetti finanziati, rimane in mano ai privati tutelando gli interessi dei gestori e non le reali esigenze dei cittadini.
Ci sembra davvero surreale quanto affermato da Lorenzetti in merito alla fila di persone ricevute dal Sindaco che manifestano il bisogno di una struttura crematoria.
A Montignoso abbiamo famiglie vive, con figli vivi e bisogni immediati, tipo casa lavoro e cibo.
Esistono priorità che un amministratore serio e vero valuta come essenziali.
Gesto di civiltà è dare una casa a chi dorme in macchina, cibo a chi elemosina per mangiare e lavoro per ridare dignità alla vita.
Ci sono scuole decadenti e bisogno di formazione e cultura.
Mille sono le necessità che hanno i cittadini viventi di Montignoso e non ci sembra che per questi Lorenzetti o altri della giunta sprechino parole o atti immediati per dare sollievo.
Dopo la discarica, il forno crematorio porta definitivamente il nostro comune su un percorso particolare di vocazione turistica.
Per primi e da sempre contrari al tempio crematorio montignosino il nostro impegno sarà profuso contro la sua realizzazione, tramite una puntuale informazione alla cittadinanza.
Non essendo stati coinvolti in alcun modo sulla stesura del quesito referendario. Ci asteniamo.

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Una risposta a “Il tempio

  1. Da non sottovalutare la proposta di Benedetti, secondo cui i sindaci di Montignoso, Massa e Carrara potrebbero “collaborare” per una eventuale costruzione di un forno “comune”. Si potrebbe trovare più agevolmente un sito ideale e, al tempo stesso, ridurre i costi per la realizzazione (come del resto anche i “benefici”…)

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