Criticità del lago di porta e piano di protezione civile


lago

Criticità del lago di porta
Le intense piogge degli ultimi giorni,oltre ad aver riattivato in modo drammatico la frana di Corsanico e aver isolato le frazioni di Cerreto, Pasquilio e Corsanico, hanno danneggiato un ampio tratto dell’argine montignosino del lago di porta.
Il M5S aveva già denunciato fin dal 2011 il pessimo stato di manutenzione degli argini che cronicamente presentano fessure e cedimenti.
Gli interventi realizzati sono stati evidentemente insufficienti, in un’area già provata da incurie ed abbandono.
Molti cittadini di Renella da anni segnalano che i tanti lavori fatti agli argini furono eseguiti senza caratterizzazione dei materiali usati,con terre di dubbia provenienza e interventi tecnici ritenuti,da chi da sempre ha vissuto intorno al lago, poco idonei.
La leggenda vuole che negli anni ottanta ai margini del lago, su terre private, ancora in fascia protetta ANPIL, furono interrati abusivamente oltre 30mila bombolette spray contenenti sostanze chimiche tossiche.
Ci auguriamo che questa sia solo una leggenda, ma le insistenti voci porterebbero a volere approfondimenti ,che a nostro parere dovrebbe eseguire l’assessore all’ambiente di rifondazione Gabrielli.
Più volte abbiamo chiesto il recupero della casina Mattioli e la dotazione di servizi igenici lungo il percorso del lago.
Troppe le criticità in una delle ultime zone umide del Centro Italia, meta di uccelli durante le migrazioni,zona di interesse comunitario, su cui scelte politiche scellerate e colpevoli imperversano da anni.
Il lago di porta confina con una delle discariche di rifiuti speciali più grande della nazione.
Continueremo a richiedere le analisi sulle acque superficiali e sui sedimenti dei fossi che insistono intorno alla discarica e che alimentano il lago.
Questo al fine di verificare che non vi siano inquinanti riconducibili ad attività di discarica o proveniente dal polo artigianale antistante.

Piano di protezione civile
La scossa di terremoto della notte scorsa, con epicentro le frazioni più densamente abitate del nostro territorio fortunatamente non ha provocato danni alle cose e alle persone,ma ha dimostrato che il piano di protezione civile,costato alla comunità migliaia di euro, approvato dal comune nel 2013 deve ancora essere rodato.
Infatti non ci risulta sia stata costituita una unità di crisi e le scosse avrebbero potuto continuare, né ci risulta un immediato accertamento dei danni .
Le verifiche si sono tenute nel corso della mattina successiva a scuole ed uffici pubblici già aperti.
Ad oggi il comune non ha ancora reso pubblico il piano con l’indicazione di punti di raccolta previsti per le diverse frazioni.
Considerando la criticità emersa durante l’inchiesta pubblica che ha evidenziato come la discarica di cava fornace insista su una linea di faglia è opportuno che i controlli e le verifiche siano estese anche a quel sito in modo particolare.

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