La discarica preferisce l’amianto


Festa Toscana On-air046

La discarica di ex cava Fornace, dai dati emersi nell’ultima commissione di controllo del comune di Montignoso relativi ai conferimenti effettuati negli anni scorsi, mostra una discreta vivacità, il che comporta,considerando quanto costano i conferimenti, ottime entrate.
I dati sugli stoccaggi, richiesti dal M5S da ormai anni, sono stati portati a conoscenza dei consiglieri solo in questi giorni.
Quando a metà 2013, la giunta di Montignoso ha deciso per l’abbuono di circa 80mila euro sulle royalties per il danno ambientale derivante dall’attività di discarica, gli assessori e il sindaco probabilmente ignoravano lo stato di salute dei conti del gestore, probabilmente non hanno chiesto dati ufficiali e si sono basati probabilmente solo sulle lamentele economiche di Programma Ambiente Apuane.
Questa società, pur evidenziando conferimenti importanti, continua a lamentare difficoltà finanziarie e a non rispettare gli accordi dilazionatori del monte debito, che si attesta su oltre 500mila euro.
Visto i materiali stoccati è evidente che la discarica non è al servizio del territorio e del settore lapideo.
Residuale è la quantità di marmettola immessa rispetto ad altri codici e sulla provenienza stiamo ancora in attesa di dati e certezze.
Se la nostra provincia ha pagato e sta pagando sul fronte ambientale è sicuramente sul marmo, con lo scempio delle cave e sulla marmettola, che per decenni è stata sversata impunemente nei fiumi.
Oggi questo residuo della lavorazione, non è più un rifiuto ma viene quasi completamente riciclato.
I nostri politicanti hanno parlato di questa discarica come contributo necessario all’attività estrattiva e come una possibilità d’incasso, ma è palese che così non è stato.
Gli industriali del settore non conferiscono nella discarica di ex cava Fornace e alle casse del comune mancano i soldi promessi.
La marmettola derivante dalla lavorazione del granito,l’unica ad oggi non riciclata, ha visto lievitare il prezzo di conferimento: probabilmente è più redditizio per un gestore di discariche immettere, per lo stesso tonnellaggio materiali più remunerativi.
Il business per la discarica,continuo e redditizio,è certo su altro,come l’amianto, materiale pericoloso e mortale.
All’estero l’amianto viene trattato e reso inerte, ma in Italia no, qui si preferisce una discarica magari realizzata sopra un’area di alto valore naturalistico come l’oasi del Lago di Porta.

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