Resoconto del Consiglio Comunale del 28 novembre 2013


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Durante il consiglio comunale del 28/11 è emerso drammaticamente lo stato deficitario delle finanze Montignosine,segnate da mutui pluriennali per oltre 20milioni di euro debiti fuori bilancio per più di 400mila euro e da casse ormai prosciugate.

La situazione è ulteriormente precipitata quando lo stato ha richiesto oltre 1milione e 620mila euro sulla base della ricchezza stimata,che vede nelle seconde case uno degli indicatori principali.

La soluzione più immediata per l’amministrazione Buffoni è stato l’aumento dello 0,8% dell’addizionale IRPEF ovvero il massimo previsto dalla legge.

In seno al Consiglio Comunale visto le assenze di rilievo, la vicesindaco Petracci (SEL), l’assessore Bertocchi (PD) e il consigliere Giunta (PD), sembra che questa decisione abbia creato dissapori e qualche mal di pancia (quest’ultimo confermato anche dal sindaco).

L’assenza perenne del consigliere Marco Coli ormai non e’ più una novità.

Il M5S ha espresso la propria contrarietà al provvedimento, ritenuto iniquo e ingiusto, visto che ricadrà su tutti i cittadini di Montignoso indipendentemente dalla proprietà di immobili.

Il rifondarolo assessore Gabrielli ha difeso l’aumento dell’addizionale: verrebbe da chiedere se questa scelta è avallata da Rifondazione a livello nazionale.

Segnaliamo che in soccorso di Buffoni è arrivata anche l’armata Quiriconi-Aliboni che hanno votato favorevolmente all’aumento del prelievo forzoso sui redditi.

Non vorremmo che questa sudditanza dei prodi alfieri di centrodestra fosse da correlare al prossimo voto sul cambio di destinazione delle RTA.

È chiaro dall’esposizione fatta dal sindaco che nel 2014 sarà alienato parte del patrimonio del comune e che comunque il taglio dei servizi sarà netto e pesantissimo.

Nel constatare il fallimento delle politiche attuate sia a livello centrale che a livello locale da anni dalla macchina PD-PDL, che ci ha portato sul baratro e probabilmente ci spingerà oltre, il M5S propone di tagliare i costi inutili e superflui a partire da quelli della politica: incarichi pubblici, enti parassitari, consulenze ai soliti noti.

Occorre mirare gli sforzi al recupero dei crediti dovuti: per Montignoso grave è quanto deve incassare dalla discarica di Cava Fornace, dal Porto Canale e da Gaia.

Inoltre non si vuole intervenire sulle riscossioni della cartellonistica pubblicitaria.

Sprechi enormi: spese di progettazione per opere rigettate (vedi il parcheggio in località Piazza).

Arroganza pagata dai cittadini: la giunta Binaglia aveva redatto una variante generale al piano regolatore: Buffoni appena insediato ha revocato l’atto (forse non in linea con le promesse elettorali) e iniziato un nuovo progetto di variante, la cui redazione costerà migliaia euro e al momento in alto mare.

Si rilevano concessioni di opere e servizi pubblici affidati senza bando ( senza garantire quindi trasparenza ed economicità): per alcuni affidamenti non si hanno relazioni sugli introiti, mentre chiari sono i danni indiretti (come furto del mixer) che la collettività ha dovuto sostenere.

Nella sua relazione Buffoni ha paventato un allargamento della darsena esistente e la realizzazione di una nuova darsena sulla foce del Versilia.

Ci chiediamo attoniti, visto che lo stesso Buffoni ci chiede lacrime e sangue per sostenere le casse comunali, dove il sindaco intenda trovare le risorse per quest’opera che riteniamo inutile ed anacronistica.

Un comune che vuole sanare delle false RTA e difende una discarica di rifiuti speciali sul suo territorio, non dimostra alcuna vocazione turistica.

Di fronte ad una crisi irreversibile della cantieristica di metrature modeste,vista la situazione economica della classe media,ci chiediamo a quale mercato si rivolge la nuova darsena, considerando che quella già esistente dichiara perdite.

Il paradosso tutto Montignosino è che la gestione di quella esistente deve al comune oltre 200mila euro, con impossibilità a farne fronte e che per contro lo stesso comune pensa di poter trarre profitto da un’altra opera identica.

Questi scenari oltre che mostrare tutta la contraddizione della nostra classe politica generano ansie e preoccupazioni sul futuro del nostro territorio e dei nostri figli.

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