Il voto sulla (non)fiducia al governo


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Gli attivisti dei gruppi territoriali del MoVimento 5 Stelle firmatari di questo documento, intendono esprimere ai loro portavoce in Parlamento, il massimo supporto ed appoggio per Mercoledì 2 ottobre quando potrebbero essere chiamati a votare contro la fiducia al governo Letta. Esprimono inoltre tutta la loro assoluta contrarietà ad una ipotesi di fiducia o comunque di appoggio, sia pure cosiddetto “esterno”, ad un governo che sia retto dai partiti che sono responsabili della gravissima attuale situazione del nostro paese e che riteniamo essere in primis PD e PDL.

Chiediamo inoltre, in nome della trasparenza e dei principi che ci hanno contraddistinto in questi anni di attività sul territorio, ai nostri portavoce in Parlamento ed in particolare a quelli al Senato, di rilasciare prima di mercoledì mattina nei luoghi di discussione dei gruppi territoriali a loro più prossimi, delle dichiarazioni di intenzione di voto in merito alla fiducia al governo Letta ed in generale il loro pensiero rispetto ad eventuali prossime formazioni di governi.

Siamo in parlamento con tutti voi.

Gruppi Movimento 5 Stelle e meetup attivi nei territori di: Carrara, Montignoso, Lunigiana, Livorno, Grosseto, Massarosa, Rosignano, Versilia e Viareggio.

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Una risposta a “Il voto sulla (non)fiducia al governo

  1. Cari Ciottadini parlamentari del M5S, Oggi prenderete delle decisioni cruciali, che riguardano non solo voi ma sopratutto i quasi nove milioni di italiani (io e Celso Vassalini tra questi) che vi hanno delegato a rappresentare in parlamento le loro speranze e la loro rabbia. E’ davvero auspicabile, sarebbe anzi doveroso, che domani nessuno espella nessuno, e nessuno se ne vada.

    Non sono un tifoso dell’unità a tutti i costi, anzi nella mia vita di impegno politico e civile sono sono sempre stato piuttosto “divisivo”, come si dice oggi, perché gli appelli all’unità sono spesso l’arma con cui i vertici pretendono conformismo (sono stato espulso dal Pci nel 1967, dopo appena tre anni che mi ero iscritto, per aver difeso due dissidenti polacchi, e aver ricordato i crimini di Togliatti contro anarchici e trozkisti durante la guerra di Spagna).

    Credo però che chi oggi operasse divisioni nel movimento che ci rappresenta in Parlamento, tradirebbe il mandato che vi abbiamo affidato. Sia chiaro: la responsabilità della rottura sarà di chi decidesse che il dissenso è un tabù, che Grillo non può essere criticato (come chiunque: anche duramente e soprattutto anche a torto), e desse vita alla sarabanda delle espulsioni (siatene certi: una tira l’altra, come le ciliege).

    Ma non credo che la risposta migliore, anche se si arrivasse all’autolesonistica indecenza di una espulsione, sarebbe l’abbandono del movimento e la costituzione di un gruppo parlamentare autonomo. Ne seguirebbe tutto un fiorire di accuse: di opportunismo, di volersi tenere la diaria, di essere pronti ad appoggiare un futuro governo Pd, per fermarsi alle più leggiadre. Più in generale: rompere con il proprio movimento, di cui si è magari militanti della prima ora, è sempre un regalo agli epuratori, costituisce e deve costituire solo l’extrema ratio, di fonte ad espulsioni di massa o alla impossibilità definitiva di far sentire la propria voce dentro il gruppo. Mi sembra che oggi, per fortuna, la situazione nei gruppi parlamentari M5S alla Camera e al Senato non sia affatto questa, e anzi che stiano facendo proseliti le ragioni di chi vuole che sia preso sul serio (cioè alla lettera) il principio secondo cui “uno vale uno”. Che esclude, ovviamente, che un Uno possa mai dire di un altro uno (o una) che quell’uno (una) anziché valere uno, cioè come lui, vale niente.

    Avete davanti a voi possibilità enormi di azione, potenzialità crescenti di consensi, basta che la smettiate con queste malinconiche fissazioni autoreferenziale e queste pericolose pulsioni a temere la libera espressione delle opinioni. Che per loro natura sono personali.

    Cercate piuttosto il dialogo, il confronto, l’elaborazione e soprattutto l’azione comune con le tante, tantissime realtà della società civile che da anni, spesso da decenni, ancor prima che nascesse il M5S e talvolta ancor prima che nascessero anche anagraficamente molti di voi, combattono quegli stessi nemici che avete deciso di combattere: la politica come corruzione e privilegio, e al suo posto la necessità che smetta di essere un mestiere e una carriera per divenire un bricolage civico. Dunque, il rifiuto delle mafie e di ogni “convivenza” con esse, la legalità che comporta anche l’ineleggibilità di Berlusconi, il salario di cittadinanza per cui da tempo si batte la Fiom, la rivoluzione del sistema informativo televisivo che ponga fine ad ogni monopolio o lottizzazione, il rigore ecologico come risorsa, i beni culturali come strepitosa ricchezza e bene comune per antonomasia, e l’impegno per tutti gli altri beni comuni, la laicità nella scuola, nelle istituzioni, nella vita quotidiana …

    Si potrebbe continuare, elencando l’intero vostro programma, e gli infiniti punti in cui esso raccoglie obiettivi che appartengono a lotte e movimenti in piedi da tempo, spesso da lunghisismo tempo. E’ solo attivando la comunicazione, l’incontro, l’azione comune con queste realtà, che potrà essere efficace la vostra lotta in Parlamento e la stessa vostra capacità di rappresentare quei nove milioni di cittadini.

    Proprio a questo scopo avanzo una proposta: poiché MicroMega ha costituito dal momento della sua fondazione (1986), e dunque lungo gli ultimi 27 anni, uno strumento di approfondimento e confronto che si è messo programmaticamente al servizio di tutte le realtà di lotta e di opinione operanti contro il pensiero unico e i privilegi di establishment, facendo invece della realizzazione dei valori di “giustizia e libertà” della Costituzione la propria bandiera, e coinvolgendo in questo un numero elevatissimo di personalità della società civile, vorremmo proporvi una serie di seminari tematici nei quali consentire ai parlamentari del M5S (che Grillo definisce addirittura i “dipendenti” di coloro che li hanno votati) e a queste personalità ed esponenti di movimenti e di lotte, di discutere insieme, approfondendo i problemi e individuando obiettivi e modi efficaci per raggiungerli.

    Per cominciare proporrei i seguenti temi:

    (1) Riforma istituzionale ed elettorale, e ineleggibilità di Berlusconi.

    (2) Politiche di legalità: lotta alle mafie e all’intreccio corruttivo con politica e affari.

    (3) Libertà e imparzialità dell’informazione: tutte le misure necessarie (e quelle da evitare) sia in campo radiotelevisivo che della carta stampata.

    (4) Salario di cittadinanza e altre misure sociali per ridurre la crescita smisurata delle diseguaglianza.

    Credo che almeno due di questi incontri porebbero aver luogo prima della pausa estiva.

    Ma anche se tutte dovessero essere programmate a partire dalla ripresa di settembre, l’essenziale è sapere se, come conto, c’è da parte vostra la disponibilità a queste prime iniziative comuni.

    Un carissimo saluto

    Paolo Flores d’Arcais
    Celso Vassalini

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