Interrogazioni di ferragosto


interrogato

Durante l’ultimo consiglio Comunale di Montignoso Il MoVimento 5 Stelle ha presentato due importanti interrogazioni: la prima riguarda i problemi del nuovo mercato ittico destinato ai pescatori locali e l’altra il parziale adempimento della Convenzione con la COIMPRE.

Per quanto riguarda il mercato ittico, progetto che fù avviato dalla giunta Binaglia, invitiamo l’assessore Lorenzetti, anziché ad assumersi tutto il merito dell’iniziativa, a valutarne le molteplici criticità da noi esposte nell’interrogazione che segue:

Nel ritenere sicuramente positiva la realizzazione di un mercato ittico, si evidenzia su segnalazione pervenutaci da pescatori locali, che quello inaugurato nelle settimane scorse al Cinquale mostra palesi criticità, sia nella gestione che nella logistica, con carenze di bagni e servizi pubblici.
I pescatori contestano inoltre che i canoni applicati dal gestore della darsena sono eccessivi, visto che si tratta non di attività turistiche o da diporto, ma di marineria e di lavoratori che traggono dalla pesca sostegno economico.
I canoni nonostante l’intervento economico da parte del comune sono considerati comunque ancora pesanti.
I pescatori inoltre ci segnalano che l’uscita in mare aperto è resa difficile, quando insistono condizioni di mare grosso, momento decisamente propizio per la resa sul pescato, in quanto le loro imbarcazioni rischiano di sbattere contro il pontile e per effetto delle correnti non possono procedere verso il mare.
Il M5S, visti i problemi sopra evidenziati e considerando che il comune si sta adoperando per acquisire risorse comunitarie destinate alla pesca, chiede che questi fondi siano destinati prima di tutto a riqualificare il tratto fluviale che da lo sbocco in mare, per consentire che l’attività di pesca sia possibile e proficua.
Questo investimento non deve contemplare la realizzazione di un ulteriore darsena per la quale chiediamo ragione della sua necessità.
Facciamo presente che quanto già esistente sul nostro territorio è superiore a quanto realmente necessario in termini di posti barca, visto che le gestioni attuali si mostrano in perdita e il rimessaggio non lavora ancora a pieno regime.
Il M5S, nel promuovere una pesca sostenibile, chiede inoltre che parte dei fondi possano essere destinati ad attività legate alla produzione ittica (esempio creazioni allevamenti in mare aperto).

La seconda interrogazione, chiede invece conto del giardino pensile che doveva essere realizzato nel comparto COIMPRE. La riportiamo integralmente di seguito in attesa che l’amministrazione prenda gli opportuni provvedimenti:

Chiediamo, in maniera formale, all’assessore all’urbanistica di SEL Eleonora Petracci, a quello dei lavori Pubblici Lorenzetti e a quello al patrimonio/finanze Gianfranceschi, ognuno per le proprie competenze, chiarimenti sul mancato rispetto della convenzione stipulata da parte del consorzio COIMPRE società che ha costruito e gestisce il comparto omonimo
Ricordiamo che la COIMPRE aveva all’epoca come presidente l’allora consigliere di maggioranza in quota PD e attuale assessore ai lavori pubblici, Gianni Lorenzetti, e che troviamo questa posizione, nella sua globalità e alla luce dei fatti, evidentemente conflittuale.
Detta società, avrebbe dovuto provvedere entro la fine del 2011, alla realizzazione all’interno del comparto di un giardino pensile di 1200mq, le opere non hanno mai avuto corso e l’amministrazione, nonostante le ripetute segnalazioni, non ha mai provveduto a far rispettare né la convenzione né tanto meno ad incamerare la fidejussione che ammonta a oltre 200mila euro.
Ricordiamo che nel luglio 2012 la segretaria comunale con nota N°9995 pratica 08003 sollecitava i settori di competenza a voler quantificare il valore dell’opera non realizzata ed eventualmente attivare la procedura di riscossione della polizza fidejussoria.
Il M5S, anche preoccupato per le vicende giudiziarie che coinvolgono Stefano Pezzica, amministratore attuale della società RONDINE una delle società che fa parte del consorzio COIMPRE, vicende che lo vedono indagato assieme ad altre 11 persone, tra cui il costruttore Stefano di Ronza, già in carcere da Febbraio a seguito del bliz della DIA di Firenze che ha dato un duro colpo al clan dei casalesi in Versilia.
Chiediamo inoltre relazione scritta e puntuale sul perché il comune non si sia mai attivato né a far realizzare le opere, né a riscuotere le garanzie.
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