Discarica e turismo


discarica

Abbiamo letto con stupore quello che evidentemente Buffoni ha tratto dal “libro dei sogni”, e cioè di un comune che non alza le tasse, garantisce i servizi e non accende mutui. Ricordiamo che nel 2012 Buffoni ha ritoccato al rialzo l’aliquota IRPEF e la TARSU in misura del 5% e che un’ulteriore rincaro di qualsiasi tassazione sarebbe insostenibile per i cittadini ormai allo stremo. Come vogliamo ricordare che non sono pervenute le royalties, né quelle dovute per la discarica né quelle per la gestione del porto canale, né si sia riusciti a recuperare almeno parte del credito vantato nei confronti di Gaia, segnali questi del poco impegno profuso nel far rispettare gli accordi e le convenzioni. Anche sulla gestione delle concessioni (spiagge comunali e punti ristoro) nutriamo seri dubbi sulla convenienza economica, in quanto sono anni che il comune non predispone un bando pubblico per la loro gestione. Non avendo liquidità di cassa e seri problemi sulla spesa corrente nel 2013 è stato anche acceso un mutuo trentennale per pagare le ditte che vantavano crediti nei confronti del comune, impegnando così anche le future generazione. Sulla questione della discarica di ex Cava Fornace l’assessore all’ambiente di rifondazione Gabrielli, forse non ricorda che sulla sua riclassificazione pende un ricorso al consiglio di stato e che l’inchiesta pubblica ha chiaramente evidenziato che quel sito, fragile sotto molti aspetti, non è idoneo ad alcun tipo di discarica. Ci meravigliamo dei dirigenti di rifondazione comunista, inizialmente una forza contraria alla riclassificazione, tanto che nel 2007 firmò anche un ricorso al TAR toscana, ma sopratutto della sua base, dalla quale non si levano critiche per scelte che certo non si possono reputare coerenti. Sarebbe opportuno e di buon senso, in attesa della sentenza del consiglio di stato, non concedere per la discarica permessi per il conferimento di ulteriori codici di rifiuto, tanto meno si dovrebbe continuare a conferirci l’amianto che ricordiamo è un rifiuto pericoloso. Per l’amianto si dovrebbe, come tra l’altro già proposto con una nostra mozione respinta, provvedere a fare un’opportuno censimento di quello esistente sul territorio. Bisognerebbe poi attivarsi a livello comunitario per reperire risorse economiche per la rimozione e lo smaltimento con tecniche innovative che escludono il conferimento in discarica per l’amianto. Programma Ambiente Apuane sono anni che non paga le royalties e vista la situazione economica in cui versa l’ASM di Prato che la controlla, abbiamo seri dubbi che riesca a pagare gli arretrati come del resto la quota annuale, infatti quella in scadenza il 30 giugno 2013 ancora non è stata pagata. Grabrielli annuncia a mezzo stampa la nuova convenzione con Programma Ambiente Apuane, che prevede un ricalcolo al ribasso delle royalties, quindi minori introiti per il comune, il tutto senza un passaggio nelle commissioni di competenza, attività produttive e controllo discarica, né in consiglio comunale, verificheremo se questo passaggio è legale, sicuramente non è di buon senso. Di certo le politiche alle quali dovrebbe ambire il nostro comune non sono per noi quelle di sostenerci con le royalties di una discarica, che se non fermata sarà riempita di rifiuti speciali fino a quota 110 mt dal livello del mare. Per noi l’unico sviluppo sostenibile e sensato per il nostro territorio è quello che punta al turismo, all’agroalimentare di qualità, alla cultura e alla valorizzazione dell’ambiente e del patrimonio storico.

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