Lotta (alla riclassificazione) continua


Discarica

La Provincia di Massa Carrara, con la determina 2473 dell’11 luglio 2013, seguendo gli indirizzi dati nei vari incontri della conferenza dei servizi (composta da province di Massa e di Lucca comuni di Pietrasanta e Montignoso, Arpat e Anpil (ente creato per tutelare le aree naturali protette d’interesse locale), ha deciso di autorizzare direttamente senza sottoporre a VIA, con una semplice modifica all’AIA, il conferimento a Programma Ambiente Apuane di ulteriori codici.

Oltre a tutti gli altri rifiuti speciali già presenti, tipo le terre provenienti da siti contaminati da diossine e dibenzofurani arriveranno nella discarica realizzata sopra L’Oasi Naturale del lago di Porta, anche fanghi e rifiuti di perforazione di pozzi per acque dolci, fanghi e rifiuti di perforazioni contenenti barite, rifiuti sterili e altri residui del lavaggio e della pulitura dei minerali.

Tutto questo nonostante l’inchiesta pubblica, abbia dimostrato che il sito di ex Cava Fornace non è idoneo, per la sua fragilità sotto molti profili, a nessuna tipologia di discarica.

Tardive e propagandistiche ci appaiono poi le dichiarazione dell’assessore Andrea Gabrielli, che oggi comodamente siede in giunta con Narciso Buffoni, responsabile politico di una scelta scellerata e insostenibile quale la riclassificazione della discarica.

Invitiamo i cittadini e il Comitato contro la riclassificazione a valutare possibili ricorsi contro questa ulteriore autorizzazione che mortifica il nostro territorio, ci meravigliamo delle associazioni ambientaliste e dello stesso Anpil per la scarsa sensibilità che continuano a dimostrare per la salvaguardia dell’ambiente e la salute dei cittadini.

Intanto apprendiamo anche dalla stampa (Il Tirreno del 10 Luglio 2013) che il presidente del consiglio comunale di Prato, Maurizio Bettazzi (Pdl), è indagato per corruzione, insieme a due dirigenti della Banca di Credito Cooperativo di area pratese, con il sospetto mosso dagli inquirenti, che possa essere stato corrotto dalla banca per facilitare un prestito a Asm.

Asm è la società partecipata del Comune di Prato che si occupa di raccolta e smaltimento dei rifiuti, e che di fatto è collegata, tramite altre società, alla Programma Ambiente Apuane Spa, società che gestisce la discarica di ex Cava Fornace.

Secondo quanto riportato dalla stampa Asm è esposta verso le banche di oltre 33 milioni di euro!

Siamo quindi anche fortemente preoccupati sulle effettive possibilità di recupero da parte del comune di Montignoso del credito vantato nei confronti del gestore della discarica, che ammonta a circa 700mila euro.

Il credito deriva come noto dalle royalties maturate e non pagate, per le quali ancora non è stata neanche fatta la paventata convenzione che avrebbe dovuto far rientrare la ditta dal debito con rateizzo mensile di 10mila euro.

Ribadiamo che l’atteggiamento di questa amministrazione nei confronti di alcune aziende (oltre alla discarica, abbiamo crediti non incassati da tempo a carico di chi gestisce il Porto Canale, Gaia, piuttosto che il non far rispettare convenzioni ad alcune società di costruzione) appare debole, mentre l’arroganza nei confronti dei cittadini alle volte è insopportabile.

Oltre alla sempre più gravosa convivenza con la discarica i cittadini di Montignoso restano da anni beffati da mancati pagamenti che, inseriti come entrate nel bilancio di previsione, di fatto ingessano le possibilità di spesa e di investimento sul territorio comunale.

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