Il Paese in cui viviamo


Il nostro paese è una perla, un luogo fantastico baciato dal mare e protetto dalle Alpi Apuane.

Il paese dei bar e delle slot-machines, dove la gente dorme ‘armata con il materasso in giardino’ come se i montignosini non sognassero altro che finire sulla prima pagina dei giornali alla Walker Texas Ranger.

Un paese nel quale ‘la troppa cloratura dell’acqua non fa male’ e ‘la sangrìa non ubriaca’.

Il paese che forse è riuscito a scongiurare la costruzione  di un ‘forno crematorio’, ma dovrà sopportare ancora per anni la discarica di Ex Cava Fornace senza peraltro riuscire ad incassare le royalty già maturate che ammontano a oltre 600.000 euro.

Un paese perfetto, dove le scuole necessitano lavori di ammodernamento e di seri piani di formazione avranno invece il piacere di accogliere gli alunni in una nuova livrea, che li renderà tutti uguali, eliminando di colpo tutte le differenze socio-economiche, un vero miracolo!

Il Paese del divertimento, dove si spendono soldi ed energie per veder sfrecciare le Frecce Tricolori, con la relativa parata di autorità degna di una diretta della Rai, dove i ‘soliti noti’ sono riusciti a farsi una bella pubblicità a nostre spese.

Il Paese delle sagre di Partito e di Parrocchia a sottrarre soldi all’economia per finanziare Partiti e Lobby.

Il Paese delle spiagge private e del famoso Beach, dove fra i Vip vola anche qualche coltellata.

Il Paese della ‘finta differenziata’ con bidoni per la raccolta per strada vetusti e sporchi, con angoli di territorio destinati a discariche più o meno legali e più o meno storiche.

Il Paese del Lago di Porta, rara area umida, che oltre ai rischi della convivenza con la discarica è completamente abbandonata a se stessa, con Casa Mattioli diroccata, senza bagni pubblici o una fontana  come minimo servizio ai tanti cittadini, che nonostante l’incuria, continuano ad amarlo e frequentarlo ritenendolo un bene comune.

Il Paese dei costruttori, dove è possibile fare ottime speculazioni edilizie, comprando terreni pubblici destinati a verde trasformati in edificabili od ottenendo forti sconti sugli oneri di urbanizzazione il tutto a scapito del consumo del territorio, delle casse e dei beni del comune, come dire ‘botte vuota e moglie a stampa!’. Il prossimo anno cosa ci venderemo?… Il Parco pubblico in prossimità dell’Undulna?

Il Paese della Democrazia, dove si scippa una commissione consigliare al MoVimento 5 stelle senza vergogna né rispetto verso i cittadini. Dove se si critica si ricevono ricatti e minacce più o meno velati, più o meno altolocati che coinvolgono amici e parenti, un vero esempio di Democrazia e di Partecipazione.

Nonostante tutto crediamo davvero di vivere in un luogo magico, cullato dal mare e protetto dalle Alpi, con un lago e corsi d’acqua, storia e tradizione, il tutto da proteggere e da valorizzare quindi, nonostante il delirio della politica locale, Noi continuiamo la nostra strada di informazione  e proposte, una strada rivoluzionaria di buonsenso.

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4 risposte a “Il Paese in cui viviamo

  1. Un articolo come questo, senza nomi e cognomi, non serve a nulla, sono solo discorsi.
    Per quanto riguarda le slot-machines, tra poco in Via Roma apre una
    nuova sala… qui sì che si sputtaneranno dei soldi, non i 10 euro che posso spendere per un piatto di tordelli alla sagra. Spero che sia il PD che la Parrocchia usino bene i soldi che incassano; piuttosto Paolo Lenzetti vigili affinchè il sindaco Pizzarotti sia ligio al dovere e renda pubblici tutti i suoi conti. Ma quando Grillo si muove in giro per l’Italia, usa tutti i suoi soldi?

  2. leanordo non conosci i nomi dei tuoi amministratori ?,di pizzarotti basta che cerchi in rete e trovi tutte le sue attività, ha rilevato una situazione difficile uno dei comuni più indebitati d’italia, vedremo tra 5 anni i parmigiani lo controlleranno sicuramente . Si grillo usa i suoi soldi, il movimento 5 stelle ha ià rifiutato i rimborsi regionali e rifiuterà anche quelli nazionali, noi rispettiamo la volontà popolare non siamo un partito come il pd che calpesta giornalmente anche l’esisto dell’ultimo referendum

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