Il digitale terrestre: la NON rivoluzione della tv.


Come tutti sappiamo anche la Toscana, tra il 18 e il 19 novembre, passerà dal segnale televisivo analogico a quello digitale. Ci sembra giusto però mettere in risalto alcuni elementi scarsamente pubblicizzati sui maggiori mezzi di comunicazione per capire di cosa si tratta veramente.
Anzitutto il passaggio avviene all’interno del quadro normativo dell’Unione Europea, che ha imposto a tutti i paesi aderenti di passare al segnale televisivo digitale entro e non oltre il 2015. Quindi, per la prima volta, sembrerebbe che il nostro paese sia in linea, con le direttive dell’Unione.
Ma come sempre il punto sta nel “come” vengono fatte le cose. Infatti è risaputo che il futuro delle telecomunicazioni (TV compresa) sarà Internet e in questo senso stanno andando tutti i paesi del mondo, ma andiamo con ordine.

Il digitale terrestre che ci apprestiamo ad utilizzare quotidianamente, oltre a permetterci una maggiore qualità audio e video delle trasmissioni televisive dovrebbe avere i seguenti vantaggi:

1) Maggior numero di canali disponibili. E’ vero, esistono più canali, ma come si capisce immediatamente alla prima accensione, i nuovi canali sono quasi esclusivamente RAI e Mediaset, con una presenza bassissima o nulla delle piccole emittenti locali. Il tutto a scapito del pluralismo dell’informazione per il cittadino. Mentre molti canali saranno accessibili solo con abbonamenti a pagamento. Quindi: cosa è cambiato?
2) Possibilità di programmi interattivi. E’ vero solo in linea teorica, dato che per garantire l’interattività occorrerebbe collegare la TV con la rete internet ed avere una larghezza di banda di cui il nostro paese non dispone e nemmeno ne disporrà sul breve periodo. Quindi con il digitale terrestre non ci sarà interattività che invece esisterebbe con la TV da internet.
3) Livelli di emissioni elettromagnetiche più bassi. Anche questo vero solo in linea teorica. Di fatto là dove il segnale analogico garantiva una visione delle trasmissioni con scarsa qualità audio-video, causa cattiva ricezione del segnale, col segnale digitale si vedrà lo schermo nero. Questo a meno che, ovviamente, non si installino nuovi ripetitori, quindi aumentando le emissioni elettromagnetiche.
4) Accessibilità: l’utilizzo di un nuovo telecomando per far funzionare il decoder non faciliterà sicuramente l’uso della TV mentre aumenteranno i casi in cui, a causa della mancanza di segnale, si dovrà installare un impianto satellitare (parabola sul tetto più decoder satellitare) per vedere le trasmissioni televisive. Se l’impianto domestico poi è vecchio occorrerà chiamare un tecnico e spendere denaro per sistemarlo. Idem se il cittadino non riuscisse a far funzionare a dovere il proprio decoder o il nuovo televisore.

Oltre a tutto ciò i nuovi decoder, che obbligatoriamente dovremo installare, consumeranno energia elettrica in più, per la felicità dei colossi dell’energia. Senza contare le spese di denaro pubblico per aggiornare i ripetitori e installare i nuovi dove necessario. Tutto questo durante la peggiore crisi economica dal dopoguerra a oggi.

Facendo due conti, dopo aver saputo tutto questo, dopo aver visto che esiste già Internet, una tecnologia veramente accessibile ed interattiva, con potenzialità enormemente superiori a questo digitale terrestre, ci domandiamo se questa sia l’ennessima NON-rivoluzione all’italiana o addirittura una maxy operazione commerciale a favore dei soliti, grandi interessi economici che governano (di fatto) questo paese.

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5 risposte a “Il digitale terrestre: la NON rivoluzione della tv.

  1. @alfio : non penso proprio che l’articolo sia stato postato con l’obbiettivo di scoprire qualcosa… viceversa, anzi, serve a rimarcare la posizione del moVimento che è assolutamente contraria al D.T.

  2. Ma se la rete internet è lenta come dite per l’interattività del digitale terrestre, come potrebbe andare bene per la tv via internet? E’ un controsenso: la rete sicuramente malmessa in Italia invece potrebbe andare bene per l’interattività, ma sicuramente non può andar bene per vedere un video in tv, meno che mai in hd. Non è neanche vero che ci sarà bisogno di altri ripetitori, basta ottimizzare le antenne riceventi. Sul come si è realizzato il digitale terrestre convengo che molte cose non vanno, ma sarebbe un discorso lungo. Sostenere però che il digitale terrestre non va bene…non credo sia giusto.

  3. Mario puoi star certo che là dove il segnale analogico arrivava male con il digitale terrestre non si vedrà proprio niente. Il punto è che invece di spendere soldi per il digitale terrestre si doveva spendere per fare la banda larga. A quel punto si che si poteva far la TV via cavo. Certo così è impossibile! Il digitale terrestre è solo l’ennesimo modo per far PIL a vantaggio dei grandi interessi e a scapito dei cittadini e dell’ambiente anche.

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