Ma siamo o non siamo Rom?


In Loc.le Jare, nei pressi del mercato ortofrutticolo, dove è anche la sede dei vigili urbani,a ridosso della Frazione di Turano, zona dove tra l’altro è prevista anche la variante Aurelia, sembra, che l’amministrazione di Massa, sia intenzionata ad allestire uno spazio pubblico per creare un campo provvisorio di residenza. Il tutto per trovare una sistemazione ad alcune famiglie che attualmente dimorano in camper e roulotte in un parcheggio del Mirteto nei pressi del Cimitero. Le famiglie interessate sono di cittadinanza italiana, che risiedono a Massa da oltre 30 anni, con figli che frequentalo le scuole pubbliche di Mirteto, famiglie che pare abbiano presentato domanda per l’assegnazione di un’alloggio popolare. Al di là dell’etnia di provenienza sono famiglie Italiane con “doveri e diritti” uguali a quelli di tutti noi e per a loro stanzialità non possono essere neanche essere considerati nomadi.Sarebbe quindi più giusto parlare di, sistemazione temporanea di alcune famiglie in attesa di assegnargli un’alloggio popolare, qui però sorge un’altro problema, perchè l’amministrazione dovrebbe occuparsi solo del problema di alcune famiglie e non di molte altre situazioni che vedono giovani coppie, uomini e donne magari soli con figli,disoccupati, invalidi, anziani, in molti sono da anni in attesa di un’alloggio decoroso che dovrebbe essergli garantito a giusto canone o grartis ove ne ricorra il caso. Sarebbe stato allora più opportuno attrezzare l’area con 50 alloggi provvisori , da destinare oltre che alle famiglie che attualmente vivono in un parcheggio del mirteto, anche ad altri cittadini che soffrono del disagio abitativo, questo sistema permetterebbe tra l’altro una vera integrazione, mescolando persone di varia cultura e tradizioni, accumunate dalla necessità primaria della casa , niente più ghetti ai margini, ma una vera struttura temporanea di accoglienza. Rimarrebbe il problema dei Rom, o meglio ancora dei “girovaghi”, nel senso più ampio il termine, comprendendo tra essi sia i camperisti/turisti, che chi ha deciso di vivere la sua vita viaggiando, gli artigiani che seguono i vari mercati, gli artisti di strada che girano per piazze e feste, i popoli nomadi che non amano vivere in modo stanziale. Noi avremmo una proposta; si potrebbe allestire sul comprensorio comunale, un punto di accoglienaza temporanea pertutti i girovaghi. Dotato di ogni confort, acqua, luce, sistema di riscaldamento, servizi igenici con doccie con relativo sistema di smaltimento, ben pulito, arredato con molto verde,decoroso e custodito, gestito con regole semplici e di buon senso, magari realizzato in modo sostenibile sotto il profilo ambientale e indipendente sotto quello energetico. Questo servizio, degno di una società civile ed avanzata, dovrà essere a pagamento giornaliero per ogni piazzola a copertura dei consumi e dei servizi forniti, vi si potrà permanere non più di 15 giorni consecutivi e non più di 3 volte all’anno, potranno accedervi tutti i girovaghi, sarà sicuramente un altro luogo di incontro e di integrazione culturale e potrebbe anche far scaturire qualche posto di lavoro.

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4 risposte a “Ma siamo o non siamo Rom?

  1. L’iniziativa sicuramente pare lodevole e in buona fede. Interessante collegare le problematiche legate ai Rom con quelle di altri cittadini, frai quali aggiungo i separati con oggettive difficoltà economiche, e che sovente sono costretti a servirsi della Mensa dei poveri di Cervara. Il problema, secondo me, oltre a quello dei costi, rimarrebbe quello del rischio di creare un ghetto di poveri, una baraccopoli, in sostanza. Per quel che riguarda i girovaghi se ho ben capito si tratterebbe di una struttura che ricalca quelle dei campeggi, o di un ostello, che già esistono in zona. Personalmente non trovo nulla di civile nell’isolare le persone, a meno che non siano loro stesse a volerlo fare. Igienici si scrive con la “i”.

  2. l’articolo mi sembra chiaro e non parla di isolare nessuso semmai parla d’integrazione, di campeggi ne esistono e sono sopratutto per turisti,di strutture come quella proposta per i nomadi in genere mi pare proprio non ne esistano almeno qui in zona, mi sembra una buona soluzione sicuramente in buona fede.

  3. crederò alla genuinità di certe posizioni solo il giorno in cui chi la pensa così sarà disposto a dire: “Ecco, questa casa è mia, è sfitta e sono disposto a darla in uso gratuito al Rom o Sinti di turno”. Qualunque altra proposta è pura demagogia a spese dei contribuenti (cioè a spese di tutti noi).
    E poi: mi sbaglio o si è ventilata anche un’altra proposta di sito potenzialmente idoneo, previi opportuni interventi, a divenire il nuovo campo nomadi (di tutti i nomadi della zona, che però pare non si sopportino tra di loro)? Si è parlato dell’ex polveriera del Mirteto. Perché non se ne discute? Forse è un po’ troppo vicina alla casa del Sindaco?
    Stefano

  4. stefano la posizione del movimeto è chiara di buonb senso e genuina molto genuina, i tuoi paragoni sono infantili, forse è meglio che tu ti informi meglio sulla questione.

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